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rethink the reality

Stakeholders

Interessate a una forma di apprendimento life-long, orientata alla comprensione di una realtà in divenire più che all’acquisizione di un corpus di conoscenze consolidate (studenti, postgraduate, imprenditori, startupper, manager in fase di rigenerazione – e soprattutto policy-makers, privati e pubblici). La C-School pone la persona a contatto con tematiche di punta, mettendo a disposizione una rete di classe globale.

Interessate a processi di innovazione accelerati, impossibili all’interno dell’organizzazione, e a una trasformazione verso modelli operativi leggeri, aperti e sostenibili. La C-School fornisce alle imprese un veicolo di innovazione accelerata a minor rischio e a minor costo, facilita il dialogo con l’esterno, rappresenta una formidabile opportunità di formazione per i collaboratori strategici. Per le Global Company costituisce una sponda per confrontare gli scenari immaginati da think tank di esperti (normalmente portatori di un pensiero convergente) con riferimenti più ampi e divergenti; può proporsi come Corporate University Interaziendale rivolta a manager provenienti da aziende diverse.

Orientate allo sviluppo di ecosistemi sostenibili intorno a nuovi poli di aggregazione e ai loro territori, alla trasformazione dei sistemi di welfare, alla riduzione dei rischi sistemici, all’incremento della responsabilità sociale e ambientale, all’abbattimento delle barriere tra ricerca e innovazione, alla valorizzazione di patrimoni potenziali.

Interessati al patrimonio implicito negli ecosistemi, basato sulle dinamiche delle reti e dei neomercati, con elevati potenziali di ritorno esponenziali e privo dei rischi connessi a investimenti proprietari.

Nuovi ecosistemi

DATA SCIENCE ED ECOSISTEMI SOCIOECONOMICI – Il rapporto stretto tra ricchezza in dati e ricchezza finanziaria è oggi evidente, e suggerisce importanti sviluppi nella visione dell’economia e della finanza, cambiando i presupposti strategici dei modi di di fare impresa, di investire, di misurare le performance, di organizzare i rapporti di lavoro, di governare sistemi sempre più aperti e complessi. Da un lato si affermano i sistemi di generazione e analisi dei dati, con nuovi algoritmi a supporto, dall’altro acquisisce un ruolo fondamentale la capacità di generazione di senso. La C-School nasce come medium per questo dialogo tra dati, saperi e valori: la “data science” è campo essenzialmente umanistico.

TERRITORI COME ECOSISTEMI GENERATIVI – In una fase storica in cui innovazione sociale e di business sono sempre più interconnesse e interdipendenti, i territori non possono rimanere una semplice variabile nel rapporto tra cultura, economia e società. Tendono al contrario a diventare direttamente soggettività politica, economica, culturale e finanziaria, ion cui si concentrano i ruoli di istituzioni sviluppatesi come separate: amministrazioni pubbliche, aziende, università, banche, media, monete… Col digitale il territorio diventa il riferimento di reti corte e lunghe, locali e globali; diventa un metaterritorio, un ecosistema dinamico che supera i propri confini, un neomercato essenziale per la valorizzazione di un insieme articolato e complesso di beni comuni: un polo di connessione tra reti di valori, di saperi, di iniziative, oggi ulteriormente abilitato dall’Internet delle Cose. La C-School può offrire un supporto agli ecosistemi territorial, con un ruolo di regia, intelligence, design, misura degli indicatori e rating dei sistemi. Questa opportunità può partire da una nuova. Un’iniziativa centrata sul tema del Futuro dei Territori parte dalla mappatura fisica e virtuale (digital twin) dei territori e dei loro patrimoni: dalla complessità della scena urbana e rurale, al senso dei nuovi codici digitali, dalla bellezza alla salute, dalla cultura alla progettualità: quali territori, quali città, quali sogni dei loro abitanti, quali patrimoni su cui fondare nuovi percorsi? Uno schema di patrimonializzazione dei territori, emergenti come reti intelligenti e governate, sperimentato in più territori, arriva a modelli esportabili. Dal punto di vista della finanza, si pone come un affiancamento e un possibile superamento dello schema ‘Venture Capital – incubatori – start-up’, nato prima delle reti digitali e delle tecnologie mobile, oggi in una fase di avanzata maturità, e non adatto a tutte le aree in cui serve innovazione. Il metaterritorio può quindi essere considerato come un ecosistema in cui si combinano le constituency locali, il “digital layer”, le comunità attivate dalle tecnologie “mobile”, e in cui convergono le indicazioni dei “data analytics” e quelle di un design sistemico che diventa di fatto anche attività di “governo”.

RICERCA UNIVERSITARIA, IMPRESE E TERRITORI – La cosiddetta “Terza Missione” dell’università (trasferimento dei risultati della ricerca al mondo imprenditoriale e più in generale alla società) costituisce una delle maggiori sfide del sistema della conoscenza. La separazione tra i due ambiti è stata definita un “chasm”, un abisso, difficile da superare. Vari fattori causali, come la differenza dei linguaggi, sono evidenti, ma principale è la diversa natura dei contesti: aperta e non deterministica la ricerca (almeno quella davvero efficace), finalizzata e pianificata all’interno di una scopo predefinito l’attività economica. La C-School definisce i saperi non dati trasferibili, ma come processi da condividere in cantieri collaborativi aperti e liberi dai vincoli gerarchici delle organizzazioni classiche (sia accademiche sia aziendali). La convenzione con la CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – si configura in questo processo, in grado di sostenere e ampliare la Terza Missione e contribuire all’innovazione dell’accademia. Una declinazione specifica della Terza Missione per lo sviluppo dei territori è attualmente in fase progettuale e può configurare una nuova importante frontiera per gli Atenei.

FINANZA EVOLUTIVA – Lo studio delle relazioni tra valore finanziario e connessioni di rete caratterizza in modo evidente l’economia e la finanza contemporanea, ma non esiste ancora una modellistica di valutazione congruente, per cui fenomeni oggi evidenti appaiono come paradossi. La costruzione di un metodo di valutazione economica basato non su profitti e rischi attesi (visione diacronica), ma sullo stato e sul livello di engagement degli agenti in rete (visione sincronica) si collega al tema precedente. Gli outcome dell’economia digitale sono infatti caratterizzati da connessioni imprevedibili in un intrico pervasivo, non basate né su logiche sequenziali, né sul presupposto della proprietà.